PROGETTO I.I.S. CROCE ALERAMO DI ROMA
Le attività realizzate nell’Istituto Croce-Aleramo sono le seguenti:
- progetto “Gli studenti diventano tutors”;
- sportello sul metodo di studio;
- sportello di consulenza psicologica;
- giornale di istituto
Le attività di accoglienza delle classi prime, inserite nel progetto “Gli studenti diventano tutors”, sono realizzate con l’obiettivo di favorire l’inserimento dei “primini” nel liceo.
All’interno del quadro teorico in cui è inserito il progetto “Gli studenti diventano tutor” che è quello della peer education, educazione tra pari, nella consapevolezza sempre più chiara del necessario bilanciamento tra docenti e studenti-tutor, si è cercato di coinvolgere i docenti delle classi prime e del triennio, al fine di fissare sempre più chiaramente i limiti del ruolo del tutor, lo spazio definito che gli studenti vanno ad occupare all’interno della classe, e nello stesso tempo per ribadire l’importante ruolo di garanzia e legittimazione che devono svolgere gli insegnanti.
La formazione dei tutors, selezionati all’interno delle terze (in base ad alcune caratteristiche, quali buone capacità relazionali, intraprendenza, capacità di assumersi responsabilità, interesse per il progetto, costanza nell’impegno), è articolata in otto incontri, condotti da operatori di Apeiron.
I docenti possono, se vogliono, partecipare al corso di formazione, rendendo possibile agli studenti di abituarsi alla presenza degli insegnanti con i quali dovranno collaborare e interagire nel corso dell’ anno scolastico, nello stesso tempo gli insegnanti possono condividere fino in fondo le finalità del progetto e a loro volta venire in contatto con il mondo degli adolescenti in un contesto diverso.
Sportello sul metodo di studio
Destinatari dello sportello di consulenza sul metodo di studio, condotto da una operatrice di Apeiron, sono studenti, che presentano difficoltà ad assimilare i contenuti in modo ragionato e consapevole. Il punteggio basso sulle strategie di apprendimento (emerso dal QSA, questionario sulle strategie di apprendimento) e sull’uso degli indicatori semantici spinge a focalizzare l’intervento sulla comprensione dei testi e quindi sulle diverse strategie di lettura e sulla costruzione di schemi, mappe concettuali utili per la memorizzazione dei vari contenuti scolastici. E ancora le voci del test relative al disorientamento e all’autoregolazione stimolano ad affrontare il grosso nodo della pianificazione dello studio. E così via.
Con i genitori, che contattano spesso l’equipe del centro di ascolto, è iniziata una collaborazione che spesso si è rivelata proficua se non dal punto di vista di un immediato successo scolastico per i loro figli, per rasserenare gli animi e realizzare quell’alleanza educativa tra scuola e famiglia, condizione necessaria se non sufficiente per affrontare difficoltà scolastiche.
Il vero nodo da sciogliere è la mancanza di motivazione e la relativa difficoltà di applicazione, annosi problemi dei nostri ragazzi. Pur prendendo coscienza del fatto che lo studio non è un’attività casuale, ma richiede l’uso di strategie e l’impiego di energie in modo mirato, trasformazioni radicali nel metodo di studio non si verificano facilmente: D’altra parte lo sportello sul metodo di studio è anche un prezioso spazio di ascolto, dove i ragazzi possono esprimere il proprio disagio non solo scolastico e accettare, su mio suggerimento, l’intervento dello psicologo, quando la demotivazione allo studio è originata da profonda sfiducia in se stessi e da problemi esistenziali e familiari.
Servizio di consulenza psicologica
Lo sportello psicologico, condotto dalla dott.ssa Cecchetti, fornisce un supporto di informazioni e di consulenza a studenti con difficoltà prevalentemente scolastiche e/o legate alla fase di vita ( rapporto con se stessi, con il proprio corpo, con i pari) e genitori, che chiedono sostegno rispetto alle modalità di aiuto ai propri figli con disagi scolastici ed esistenziali, nonché insegnanti.
Su richiesta degli insegnanti, vengono organizzati incontri nelle classi, dove la formazione di sottogruppi e ruoli fissi tra gli allievi ( leader negativo, capro espiatorio, bullo) interferiscono con il lavoro didattico e creano un clima teso e per nulla proficuo rispetto al processo di apprendimento. Attraverso la metodologia del gioco di ruolo e della discussione ad essa connessa è possibile dare parola al disagio legato alle relazioni tra coetanei, con i docenti e con i genitori, avviando una riflessione sul posto che ogni persona occupa nel gruppo classe.
Infine sono organizzati cicli di incontri sulle problematiche dell’adolescenza per i genitori. L’esperienza si rivela sempre intensa e interessante, soprattutto rispetto ad una modalità di lavoro insolita ma proficua, proprio perché vede i genitori stessi interagire e dialogare su problemi comuni.
Giornale di Istituto
Per quel che riguarda il giornale di istituto, il risultato più significativo raggiunto è stata la partecipazione più stabile e motivata degli studenti alla progettazione e alla scrittura degli articoli anche su temi importanti e significativi, quali la lotta alla mafia.

