Il corpo materno tra fiaba e realtà

Dott.ssa    Ivonne Banco

Paula Rego (Biennale di Venezia-2022)

Paula Rego(Biennale di Venezia 2022)

Partendo dalla mostra della Biennale di Arte a Venezia, e arrivare al materno.  “Il latte dei sogni” titolo evocativo e pieno di suggestioni e rimandi associativ,i nel percorrere i vari padiglioni in cui il titolo riportava sempre a qualcosa di quel nutrimento antico, che  gli adulti hanno attraversato e che hanno interiorizzato dalla propria madre. Nutrimento simbolico e biologico. E ancora un rievocare un femminile costantemente inquieto, creativo e accogliente.

Mi sono trovata in un padiglione in mezzo ad una favola o una fiaba, bambole di pezza e forme di sculture, vado a leggere artista Paula Rego(Portogallo1935-2022 )la quale prende  a prestito fiabe e storia del Portogallo, raccontate dalla nonna, sotto il regime autoritario di Antonio de Oliveira, richiama l’oppressione e la violenza istituzionale verso le donne, durante la tirannia politica. Attraverso le sue opere ci mette direttamente dentro a delle dinamiche sociali, ma evoca a scene domestiche e psicologiche che sono della famiglia. In alcune ci si può leggere situazioni di madri, un corpo che parla di storia e di quotidianità. Ed è qui che ho sostato e dei significanti sono arrivati.

Perturbante nel senso di portare agitazione, sconvolgere, si per un attimo i quadri ti riportano a scene quasi ripugnanti, ma che, facendo delle libere associazione mi sono passate davanti, appunto, madri di figli uccisi dalla mafia (in quest’ultimo periodo si è ripreso a parlare di mafia), morti improvvisi di giovani adolescenti.  Come hanno pianto queste madri i loro figli? I quadri dell’artista mi portano anche a quella sofferenza materna che rimane spesso nel silenzio, e forse negli ultimi tempi una sofferenza non riconosciuta in quanto” le madri non piangono mai “o” le madri non sbagliano mai” parafrasando vecchi titoli. Ritornando ai quadri della Rego, inquietanti, con posture fuori dalla norma” come a fare riflettere la famiglia, la madre dove stando andando?  Quali posture lasciare del passato e quali nuove da ricercare.?

Stupore come l’arte ci porta a riprendere scene e ricordi ed elaborazioni, forse dimenticate, o cose che non ci riguardano direttamente. Le opere dell’ artista Paula Rego mi hanno quasi obbligato a riflettere e a rivisitare argomentazioni, come di mafie o di storia che appunto stanno nel dimenticatoio, in cui le donne-madri sono parte della storia ma sicuramente riportate in secondo piano o forse ancora di più dimenticate. Lo sguardo è stato, catturato da questi corpi così deformati come fare pensare alla fatica di queste donne madri e al coraggio e forza nel sostenere una prole. Mi porta a pensare ad alcune madri che incontro nel consultorio dove chiedono un supporto psicologico. E di come può svilupparsi una parte del legame prezioso ed eccellente, di questo a corpo a corpo madre –figlio/a.

Per ultimo scrivendo su tutto questo è arrivata una libera associazione:  la madrecoccodrillo di Lacan ,concetto rivisitato ed elaborato di quel  lato  ombra del materno che porta a momenti di riflessione: quando la madre si perde nei propri figli, vive solo per loro e vi si dedica senza limiti .  Una maternità di eccessiva presenza. Madri, appunto, che nella stanza di analisi portano la fatica a separarsi dall’oggetto d’amore il figlio. La madre assorbe il bambino che assorbe la madre. Accompagnate da senso d’inadeguatezza che le portano ad aggrapparsi a quell’immaginario ideale di figlio/a, e volere essere madri perfette. Vivono il figlio/a come pezzi di loro stesse, e non come persona da lasciare o accompagnare nel suo sviluppo evolutivo di soggetto.  E il corpo è di nuovo segnale di sofferenza, e di un corpo fusionale e confuso madre figlio /a. Quando e come un terzo potrà arrivare a separare, a slacciare. In che modo poter ritrovare una nuova filiazione che parte da un corpo a corpo. Penso che sia la questione che si apre alle nuove e vecchie e future famiglie.

Banco Ivonne
Dirigente Psicologa, Asl Viterbo
Didatta SIPsA Centro didattico Apeiron (Roma)
Docente Università La Sapienza di Roma /Asl/VT