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In questo periodo di emergenza la sezione è dedicata a raccogliere i vostri racconti dalla "zona rossa"

Anche numerosi studenti di alcuni licei romani sono stati formati all’osservazione diretta.
I ragazzi mettono generalmente in questa  nuova esperienza quell’entusiasmo, quell’energia, quella capacità di buttarsi che solitamente  mancano all’adulto. E’ come se in un contesto protetto e non valutativo, anzi in un contesto in cui si sente riconosciuto e valorizzato,  l’adolescente accettasse di buon grado e con semplicità la sfida di fermarsi, di riflettere, di liberarsi e liberare la mente dai problemi quotidiani, misurandosi con la pausa che interrompe il tran tran della vita quotidiana.

Ecco alcuni esempi di osservazioni cosiddette “libere” , perché per statuto più brevi e da portare a compimento immediatamente e non in differita rispetto alla scrittura e alla lettura nel gruppo nello stesso giorno.

Il mondo esterno, raramente osservato, prende ad animarsi sotto lo sguardo ri-animato dell’osservatore.

M.
Da dietro una pianta finta tra le scale e l’ascensore ho osservato fuori. Alcuni uccelli volavano sopra l’erba e si sono poggiati sulla pista di atletica.  Il vento era forte e muoveva tutti gli alberi e l’erba del prato. Il cielo era pieno di nuvole scure.
 
R.
Ciò che sono riuscita ad osservare sono state le goccioline di pioggia che cadevano per terra, gli alberi che si muovevano al soffio del vento.  E il silenzio. Una pace ipnotica.


A.
Ho osservato un moscerino che volava come impazzito, volava in una direzione e subito dopo nella direzione opposta; sembrava che sbattesse ad una parete invisibile, come se fosse rinchiuso in un barattolo, anch’esso invisibile, e tentasse di trovare una vi a di uscita.

Lo sguardo dell’osservatore rende visibile ciò che nella vita quotidiana scorre quasi invisibile
 Fin dal primo assaggio dell’osservazione libera  anche lo studente osservatore deve  fare i conti con la solitudine e con  le contraddizioni di quello “strano silenzio di un lunedì pomeriggio”, tanto per usare un titolo assegnato da un compagno al protocollo che ascolteremo.


M.
Vedere l'aula magna così vuota mi ha trasmesso un senso di inutilità. Un posto vuoto secondo me è una cosa inutile, senza vita. Soprattutto mi ha colpito il silenzio che regna sovrano, nessun rumore, nessun urlo e nessun grido. Mi ha trasmesso tristezza, anche se a volte il silenzio permette di poter dialogare con la propria mente, liberi da ogni distrazione esterna.

Qualche esempio di osservazione dichiarata

Nonostante l’immediatezza e la semplicità con cui i ragazzi si accostano all’osservazione, tuttavia, quando poi vanno concretamente a sperimentare l’osservazione dichiarata  nelle classi, devono comunque fare i conti con  lo spaesamento, il disagio di sentire tutti gli sguardi su di sé, la ricerca di un posto rassicurante in cui collocarsi, aspetti questi ricorrenti e presenti anche nell’adulto. Il protocollo seguente contiene questi temi.

Osservazione dichiarata n.8 di S.
Appena entrata nella classe, per un momento sono io ad essere osservata. La professoressa mi presenta, spiegando quello che ero andata a fare…La classe, perplessa, annuisce.
Mi guardo intorno e noto con piacere un banco libero vicino ad una ragazza che conosco. Mi siedo.
Subito noto un mostro disegnato sul muro: è tipo manga, ha la bocca aperta con dei denti aguzzi; nel palmo della mano è disegnata una bocca uguale a quella del viso , ma con una lingua rosso fuoco.
La mia attenzione viene distolta dalle risate che risuonano nell’aula e da un ragazzo che, approfittando del momento, lancia un bigliettino. Il destinatario con un sorriso furbetto lo prende al volo.
Vicino a me c’è una ragazza con gli occhi azzurri nei quali mi perdo. Poi guardo il cielo fuori dalla finestra: è proprio lo stesso azzurro.

Il gruppo che ascolta la lettura del protocollo rileva che, attraverso le difficoltà dell’osservazione  lo sguardo approda all’immagine mostruosa disegnata sul muro.
Il mostro inchioda lo sguardo, che si butta a capofitto quasi aggredendolo, fino a cercare una boccata di ossigeno, fino a cercare riposo nello spazio  e nel colore degli occhi azzurri come il cielo, in cui sembra acquietarsi  con piacere, cercando forse una evasione dall’osservazione.