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In questo periodo di emergenza la sezione è dedicata a raccogliere i vostri racconti dalla "zona rossa"

La prima volta che se ne accorse, fece un sorrisino compiaciuto come per sminuire quella piccola bizzarria di controllare dalla finestra la via sotto casa appena alzato dal letto. Evidentemente ormai lo faceva da chissà quanto tempo, automaticamente, senza rendersene conto. “Così vedo che tempo fa e mi regolo come vestirmi”, disse tra sé e sé per passare oltre e prepararsi per andare al lavoro. Ma col passare dei giorni di quell’inverno insolitamente mite e il ripetersi di quel gesto, egli stesso non si accontentò più di quella banale spiegazione ma non seppe darsene una più convincente. Non era preoccupato per il diffondersi del virus perché era sempre molto prudente nella cura dell’igiene e nell’evitare luoghi affollati. D’altra parte era sempre stato molto attento ad evitare eccessivi contatti al punto da meritarsi, tra gli amici e i colleghi, qualche nomignolo scherzoso che a volte lo faceva un po’ brontolare seccato, ma non troppo. Però fu quando notò il cambiamento nella gente che passava davanti la sua abitazione che si chiese se non fosse intervenuto qualche fattore misterioso che giustificasse quel suo modo di guardarsi intorno, come per scrutare l’orizzonte e scoprire qualche fatto inquietante che stava vagamente intuendo. Aveva colto qualche segnale che annunciava qualcosa di importante? Questo pensiero lo turbò parecchio e quel giorno rimase a lungo in silenzio mentre cenavano, tanto che la moglie gli chiese se ti sentisse poco bene.

 

Le domande si moltiplicavano nella sua mente quanto più osservava i cambiamenti avvenuti e sempre più evidenti.  Perché quei due vicini che tutti i giorni vedeva dalla finestra uscire tanto presto per andare al lavoro ora non uscivano più? E quell’altro che alle 6 in punto, anche il fine settimana,  passava col cane davanti casa per la solita passeggiata che fine aveva fatto? Neppure si vedevano più le due signore grassottelle che ogni mattina andavano a fare jogging chiacchierando amabilmente. Non si poteva spiegare tutto ciò con il problema del Coronavirus che stava bloccando a casa tanta gente. Il Decreto del Governo aveva certo sospeso tante attività, ma il cane non si può non portare a passeggio e perché mai una donna che tiene alla linea dovrebbe rinunciare ad un po’ di attività fisica vicino casa? Anche il ritiro della spazzatura porta a porta era cambiato e sembrava persino più frequente e regolare e questo era in palese contraddizione con l’eventuale conseguenza di una riduzione delle attività per l’emergenza in atto. Più ci pensava e più si convinceva che doveva esserci qualcosa di grosso sotto. Per sicurezza non fece alcun cenno a sua moglie delle inquietanti ipotesi che si stavano facendo largo nella sua mente. “Mi sono sempre piaciuti i racconti di fantascienza ma qui dev’essere accaduto realmente qualcosa di importante. Possibile che nessuno se ne sia accorto?”, si ripeteva preoccupato e ormai convinto di una catastrofe imminente che inspiegabilmente sfuggiva ai più.

Per il momento, cominciò ad annotare su un quaderno tutto quello che a poco a poco stava osservando. Nei giorni successivi, gli sembrò opportuno dividere ogni foglio in due parti: a sinistra ciò che osservava e destra alcune possibili spiegazioni, ipotesi e teorie. Ben presto gli appunti diventarono così tanti che fu necessario un altro quaderno, questa volta preso dal cassetto dove venivano conservati di scorta quelli nuovi comprati per il figlio. Del primo che prese notò il disegno di un leoncino sulla copertina e sorrise amaramente pensando allo strano destino di un quaderno che dietro a quell’immagine innocente racchiudeva materiale di gravità inaudita perché documentava in modo inoppugnabile un cambiamento catastrofico del mondo che solo lui, chissà perché, aveva intuito e compreso. Non era certo alla pandemia in corso che stava pensando ma a qualcosa di ben più tremendo ma ancora difficile da definire di cui, forse, il virus era solo l’annuncio.

Le osservazioni dovevano continuare e bisognava perfezionare il metodo. Pensò che, certo,  scoperte del genere possono costituire anche un pericolo non solo per sé ma anche per la famiglia e, quindi, era stato davvero accorto nel non rivelare nulla a nessuno. Ma le precauzioni in questi casi non sono mai troppe e per questo andò a cercare quel binocolo che aveva usato pochissime volte e che, naturalmente, ora che gli serviva non si trovava più. Dovette trovare una scusa plausibile per chiedere a sua moglie che, infatti, lo indirizzò ad un angolo del ripostiglio dove lo trovò bello chiuso nella sua scatola. “Con tutti i problemi che ci sono ora, ti metti a fare bird watching?” lo apostrofò sarcasticamente la moglie mentre si accingeva di buon’ora ad andare a mettersi in fila davanti al supermercato. “Ma così ti vedrò da lontano arrivare con le buste e ti verrò incontro per aiutarti. Sai bene che non si può fare la spesa in due”, le rispose con intuizione geniale. In effetti, era molto compiaciuto per quella che gli sembrava sempre di più una missione del tutto speciale e la necessaria segretezza di tale compito ne accentuava ulteriormente il fascino. Avvertiva la sensazione di meritarsi quella inaspettata fortuna. Il famoso detto latino sull’audacia premiata dalla fortuna gli risuonava davvero appropriato al suo caso. Aveva fatto molti sacrifici e aveva dovuto sopportare anche molte ingiustizie sul lavoro ma ora aveva finalmente il giusto riconoscimento! Quello spostamento dalla sede di lavoro vicino casa all’altro capo della città non l’aveva ancora per niente digerito e la notizia che il capo del personale, responsabile del suo trasferimento, era stato ricoverato qualche giorno prima lo aveva fatto un po’ sorridere. Quella boria da calabrese saccente, che con un tratto di penna lo aveva obbligato a fare due ore di viaggio quotidiano solo per un banale errore di contabilità chissà perché tanto amplificato, ora lo faceva sorridere. Si era sentito come un migrante obbligato a partire dal luogo di origine da una tirannia odiosa e ogni mattina partire da casa gli faceva provare un dolore nel petto e, a volte, anche un po’ di mal di testa. Sensazioni che aveva anche ogni volta che in televisione si parlava di barconi in arrivo e una volta avvertì che il giornalista del TG stava parlando proprio di lui come se fosse noto a tutti quello che gli era capitato. 

Ma ora quel grand’uomo, che in tempi lontani aveva ammirato e persino imitato in alcuni atteggiamenti, ora se lo immaginava costretto in un letto d’ospedale con mascherina per l’ossigeno e catetere. Si era sentito umiliato durante tutto quel procedimento disciplinare durato mesi ma in quel periodo non gli aveva mai augurato nessun male perché così aveva sempre fatto nella vita senza mai cedere alla rabbia e a fantasie di vendetta, come gli avevano insegnato i suoi amati genitori che lo avevano educato alla mitezza e alla compostezza e l’avevano salutato con sguardo fiero quando da giovane era partito dal paesino del sud per un buon lavoro trovato nella Capitale. Però gli era rimasta stampata in mente l’immagine del postino che gli recapitava la raccomandata con l’avvio del procedimento. Un bruttissimo momento davvero e quanto gli era costato rivelarlo a sua moglie!

Ma ora sentiva  che era tutto finito e dopo quella disavventura si era adattato rapidamente ad alzarsi molto presto per evitare il traffico del mattino e si era ambientato facilmente nella nuova sede e con i nuovi colleghi ma un po’ di nervosismo, solo un pochino, lo avvertiva lo stesso con qualche scatto d’ira che però subito controllava, qualche episodico risveglio notturno e una certa riduzione dell’appetito e del desiderio sessuale. “D’altra parte un fatto del genere a chi non potrebbe suscitare qualche piccola reazione temporanea?”, si giustificava. Era però un po’ imbarazzato quando qualcosa del suo stato d’animo trapelava ed era colto da sua moglie che, però, non glielo faceva pesare troppo. Lui però aveva capito benissimo che la moglie era risentita con lui e tentava di non mostrarlo ma non capiva se fosse per delicatezza nei suoi confronti o per tenere a bada la delusione o addirittura la vergogna provata per l’onta del trasferimento.

“Chissà se anche i vicini l’hanno saputo?”, si chiese una volta che era rimasto colpito da un insolito sorriso dell’anziana signora del piano di sopra, in genere molto riservata, che aveva notato il cambiamento di orario di uscita di casa. Finalmente, però, si stava gustando la meritata rivincita. Mentre il suo capo affondava dolorosamente a letto lui riceveva un inaspettato riconoscimento ma non privo di rischi e di incognite. Questo pensiero lo incoraggiava a insistere nelle sue ricerche e a sopportare il disagio del momento.

Cominciò a passare molto tempo alla finestra a scrutare col binocolo e, naturalmente, gli appunti si moltiplicarono e così il fabbisogno di quaderni. La penuria di generi di cancelleria nei negozi dei dintorni lo portò a considerare la possibilità di scrivere un diario sul PC di casa e questa variazione lo indirizzò a ricercare su Google informazioni che potessero confermare le sue ipotesi. Ben presto il tempo necessario per osservazioni e ricerche approfondite lo obbligò a prendersi qualche giorno di ferie e, attivato anche per il suo ufficio lo smart working, ne approfittò per dedicarsi a tempo pieno al suo compito.

Quando iniziò a consumare i pasti davanti al PC e poi addirittura a farne a meno, la moglie iniziò a preoccuparsi e a fargli molte domande. Prima cercò di essere evasivo e rassicurante, accennando in modo vago ad un delicato lavoro d’ufficio urgente da sbrigare, ma ben presto cominciò a mostrarsi irritabile fino ad alzare più volte la voce e imprecare. A questo punto la moglie decise di consultare i pochi amici che lui aveva e che confermarono di vederlo insolitamente taciturno, le poche volte che si erano potuti incontrare negli ultimi mesi. A nulla valsero i mille tentativi di farsi dire il vero motivo di quel comportamento e più la moglie insisteva, più lui assumeva un atteggiamento rabbioso ed enigmatico. “Basta! Non capisci che sto facendo una cosa importante per tutti noi?”, rispose una volta con uno sguardo esaltato che impressionò molto la moglie. Decisa a capire ad ogni costo cosa era accaduto al marito, la donna approfittò delle sue brevi assenze per andare in bagno per cercare qualcosa tra le sue cose. A poco a poco trovò i quaderni ma dalla loro lettura non capì l’oggetto delle sue ricerche, tranne l’evidenza di un’osservazione esasperata e dettagliata di tutto ciò che poteva essere visto dalla finestra. Dalla lettura delle varie ipotesi tracciate con grafia minuta e quasi indecifrabile, invece, trasse l’impressione di una grande confusione e di una forte angoscia. Non era chiaro cosa attirasse la sua attenzione ma le teorie che estrapolava da quanto osservava sembravano frammenti di teorie relative a oscuri complotti internazionali e tracce di rivelazioni di secreti di origine divina. A questo punto le fu chiaro che non le restava altro da fare che consultare uno psichiatra.

Qualche giorno dopo, la vista dell’ambulanza che sopraggiungeva dal fondo della via non lo sorprese affatto. Anzi, l’aveva prevista come una delle possibili modalità che le Alte Autorità avrebbero pensato di adottare per contattarlo e chiedergli a quali conclusioni erano giunte le sue fatiche. Mandare Polizia, Esercito o una classica auto blu avrebbe dato troppo nell’occhio. Forse avevano già annunciato il loro interessamento alle sue ricerche attraverso la maggiore frequenza del ritiro della spazzatura di cui non aveva compreso per tempo il vero significato?  Meglio un trasferimento con ambulanza, fingendo un malore, per ingannare chi, certamente, stava controllando il suo lavoro in attesa di eliminare uno scomodo testimone appena fosse giunto a qualche conclusione definitiva. L’arrivo dell’ambulanza sicuramente segnalava che il pericolo era ormai imminente e quindi l’accolse con sollievo pensando che qualcuno molto in alto lo stava finalmente proteggendo. Trafelato, corse ad aprire la porta, ammiccò agli infermieri che lo presero con fermezza ma col rispetto dovuto alle persone importanti e, senza salutare nessuno della famiglia e senza accorgersi della moglie piangente e dei figli sgomenti, salì con l’aria seria delle grandi occasioni sul mezzo che partì a sirene spiegate, come si conviene quando si va ad annunciare fatti sensazionali. Con viva emozione, si fece accompagnare a conferire con il Presidente, anche lui ovviamente protetto da una finta identità, vestito per l’occasione da medico di guardia del S.Spirito, non a caso a due passi dal Vaticano dove certamente in quel momento il S.Padre stava in attesa delle sue importanti rivelazioni.